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E’ oramai chiaro che l’avvento dell’IA sia destinato a riscrivere le regole della formazione professionale e del lavoro.

Sono molteplici le reazioni e le opinioni a questa inevitabile rivoluzione, tra le quali, una delle più diffuse è quella riferita alle funeree previsioni in termini occupazionali e di qualificazione nel mondo del lavoro. Questa diffusa teoria della “disoccupazione tecnologica” non è dovuta all’introduzione dell’automazione che riduce il numero di compiti che richiedono la presenza dell’uomo – spiega il Prof. Francesco Laurenti a capo del progetto “Traduzione collaborativa: approcci e prospettive” presso l’università IULM – ma la mancanza di competenze specifiche per svolgere i lavori disponibili.

Se le tecnologie evolvono più velocemente delle competenze, è necessario intervenire ora, sulla formazione della forza lavoro, continua Laurenti, che ha dimostrato come sia possibile “allenare gli studenti a cavalcare l’onda dell’innovazione, senza esserne travolti”.

Il progetto del Prof. Laurenti (ogni dettaglio al link https://www.iulm.it/en/ricerca/progetti-di-ricerca/ricerca-dipartimentale/Laurenti_2/Laurenti_2 abbraccia ogni settore e sfumatura riguardante il rapporto tra le nuove tecnologie e le attività svolte in campo linguistico, ma in questo articolo riporteremo i risultati della sperimentazione nel progetto relativamente alla formazione dei nuovi interpreti grazie alla tecnologia del metaverso.

Se la traduzione automatica ancora non offre adeguate garanzie di qualità, si è pensato di utilizzare l’ambiente del metaverso potenziato dall’IA, per accogliere gli interpreti, con i loro visori, in uno spazio digitale dove il servizio di traduzione umana è supportato dall’intelligenza artificiale. Interpreti umani nel metaverso, totalmente integrati con i visori nella propria cabina virtuale: il primo esempio didattico innovativo che dimostra come l’IA e la realtà virtuale non sostituiscono, ma supportano l’essere umano, potenziando le sue capacità.

Un progetto che dimostra quanto il futuro di interpreti e traduttori sia nella loro capacità di dialogo ed utilizzo dell’IA: questo permetterà loro l’acquisizione di ulteriori competenze e l’affermazione delle proprie capacità linguistiche e di critica.

Articolo completo de “il Giornale – A lezione con i visori nella realtà virtuale per diventare interpreti (anche) nel metaverso – il Giornale